Salari italiani tra i più bassi d’Europa
Non passa giorno senza che i padroni, o chi per loro (stampa, giornalisti…) si lamentino del elevato costo del lavoro in Italia. La ricetta per rilanciare l’occupazione — dicono loro — per aumentare i profitti fregandosene dell’occupazione diciamo noi, è di abbassare il costo del lavoro. Le vie per farlo sono tante: flessibilità, gabbie salariali, salario d’ingresso, contratti a termine, apprendistato ecc… Ie lamentele sul costo troppo elevato dei lavoratori sono però talmente frequenti da innescare il dubbio: sarà vero che in Italia il costo del lavoro è così elevato? oppure sono tutte balle create ad hoc per i loro fini?
Il Consiglio Nazionale dell’economia e l’istituto ricerche sociali rispondono in una loro ricerca: secondo loro il costo del lavoro in Italia è il più basso d’Europa, se-condo solo a quello dei lavoratori spagnoli. Nello specifico un lavoratore italiano costa il 20% in meno della media europea. Questo nonostante gli oneri sociali (salario indiretto o trattenute in busta) siano del 35% maggiori della media europea. Il salario netto risulta allora minore del 21% alla media.
Un ultimo dato, Il lavoratore della piccola azienda, modello questo estremamente diffuso in Italia, costa il 40% in meno di uno che lavora in grandi aziende, in Spagna la differenza è addirittura del 60%, mentre nel resto dell’UE la differenza varia tra il 20% e il 30%.
Battaglia Comunista - 7
2001-07-01 - Luglio 2001
- Antiglobalizzazione? Anticapitalismo per il comunismo!
- Globalizzatori e globalizzati a braccetto - Il doppio gioco del riformismo
- I cento giorni del cavaliere - Berlusconi mantiene le promesse, ma solo a favore del capitale
- Assalto della Fiat alla Montedison
- Movimento anti G8: miopia riformista
- Il falso obiettivo dell'autodeterminazione nazionale
- L'Argentina nel vortice della crisi mondiale
- Milosevic davanti al Tribunale dell'Aja
- L'Europa, gli Usa e le trombe d'aria
- No alle strumentalizzazioni si alla lotta di classe!
- E' morto Arturo Peregalli

