Cpt in mare - Il grande cuore della borghesia!
Ai nostri lettori offriamo un campione di quanto grande possa essere il cuore della borghesia, che, come sempre, si preoccupa dei più deboli e si attiva per render loro la vita meno dura. Il contesto storico, le circostanze sono, naturalmente, diverse, ma la logica non ci pare tanto differente…
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La senatrice Angela Maraventano, la leghista “più a sud d’Italia”, ha proposto al governo di costruire dei Cpt (Centri di prima accoglienza) in mare. Intervenendo in aula al Senato, Maraventano ha detto che per fermare “il massacro bisogna darci da fare”.
“Abbiamo lavorato 60 giorni sull’emergenza rifiuti in Campania. Ora pensiamo a questo fenomeno, pensiamo al popolo di Lampedusa che e’ veramente in ginocchio.”
“Lampedusa — ha aggiunto — ha una proposta che avanza davvero con il cuore al governo: fare dei Cpt in mare, in modo da far arrivare un messaggio forte soprattutto a quei delinquenti che sono i trafficanti di carne umana.”
A conclusione del suo intervento Angela Maraventano ha chiesto un minuto di silenzio per tutti gli immigrati morti in mare e, subito dopo, ha chiesto la condanna unanime dell’aula contro i trafficanti e gli scafisti.
RaiNews24
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Nel nostro gruppo v’era anche un ragazzino di circa sedici anni, Benja Wulf. Una volta Benja attraversò di corsa la strada passando davanti a un’automobile che sopraggiungeva in quel momento. Da lontano lo Sturmfuhrer [comandante col grado di colonnello — ndr] vide la scena e uscì di sé: fischiò e ordinò a tutti gli operai di radunarsi. Sporchi, con il badile in mano, ascoltammo la ramanzina rivolta al ragazzo.
“È mai possibile essere tanto imprudenti? Ti saresti potuto rompere un braccio: sarebbe stato un vero disastro. O avresti persino potuto rimetterci la vita, pensa che dramma, una catastrofe irreparabile!. La vita è un dono di Dio, nessuno ha il diritto di metterla a repentaglio. Hai soltanto sedici anni, hai la vita davanti a te.”
Il libro nero, a cura di V. Grossman e J. Erenburg, Mondadori, 1999, pag. 620
La testimonianza è di J. Farber, uno dei pochi sopravvissuti del campo di stermino di Ponary, presso Vilnius, Lituania. Faber era tra gli addetti alla riesumazione dei corpi — e al loro successivo incenerimento — delle vittime dei massacri nazisti commessi nella Lituana occupata tra il 1941 e il 1944; si parla, per Ponary, di decine di migliaia di morti, in stragrande maggioranza ebrei.
Battaglia Comunista - 7
2008-07-01 - Luglio-agosto 2008
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