Anni Novanta
Ho scritto una nuova canzone dedicata a tutti coloro che hanno scelto la strada giusta, nonostante gli anni Novanta.
Eccola qui
A quindici anni suonavo il tamburo
e rime di guerra scrivevo sul muro
amavo i vichinghi, i briganti e gli indiani
e odiavo la moda perché
intorno a me vedevo
pastori o pecore
mentre io i lupi cercavo
e con loro correre
A diciott’anni marinavo la scuola
e mimavo il segno della pistola
amavo la kefia e gli scarponi
e odiavo i fighetti perché
riempivano i centri sociali
di meschinità e ipocrisia
insieme con i fricchettoni
e i miei sogni volavano via
Poi a vent’anni tra piazze affollate
da chi rifondava le stesse cazzate
vidi garrire un’altra bandiera
vecchia e strappata però
Rivoluzione! Gridava
nel silenzio della viltÃ
di chi già si ritagliava
un angolino in cittÃ
Marcio regime imbellettato
quel giorno a morte ti ho condannato
e la mia sfida è una canzone
che in strada io canterò
finché non si alzerà un coro
che un tuono diventerÃ
noi Nemici dell’Oro
e l’alba ci saluterÃ
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Comments
bella
bella
E bravo Gek!
E bravo Gek!
NELL’ATTESA DELLA MUSICA.
Bella la canzone, da vero. Mi sembro di essere davanti a un mosaico. Mi ha fatto dimenticare miei anni novanta, riportandomi ai quindici fino i venti. In Cuba quelli anni sono statti orribili e tante persone persero la purezza della tua rima. Fu la esplosione che marinava a tutti i turisti come unica risorsa e speranza, ma non tutte le pistole hanno reso felice. Cosa da no crederci, ma veramente nell’immaginario delle persone era Babilonia e nella realtà il holocausto. Grazie alla realtà degli anni novanta Cuba vide il vero rostro del suo carnefice ed oggi anche se con infinita paura ed inerme lo combattono decisamente. Cuba è per tutti anche se si è straniero ed anticapitalista. Parole dette dei più autorevoli dissidenti cubani. Credo che la tua canzone ne saranno in tanti orgogliosi di cantarla in Cuba nelle strate, parchi e nel litorale dell’Avana con forte voce accompagnati della chitarra contro il capitalismo castrista.
Belle le parole..attendo di
Belle le parole..attendo di ascoltare la musica :-).
Grande Gek
saluti dal profondo Sud…..quello dei tuoi avi-briganti :-)
Ciao Antonio e ciao a tutti i
Ciao Antonio e ciao a tutti i compagni che apprezzano le mie canzoni di lotta, registrerò “Anni novanta” il prima possibile e la metteremo sul sito. Vi anticipo inoltre che sabato 22 novembre suonerò al Circolo Iqbal Masih di Bologna.
Rettifico, suonerò all’Iqbal
Rettifico, suonerò all’Iqbal Masih di Bologna sabato 15 novembre
dubbi da trieste
ciao a tutti compagni…sono Ivan.
Parlando con un mio caro amico di Trieste col quale litighiamo da anni, gli ho detto di iscriversi a questo forum, ma lui si vergogna…
allora vi ho fatto un copia incolla di una delle tante questioni che lui mi pone nella quotidianità così come nelle lunghe discussioni sotto l’ombrellone.
“Sulla carta il vostro ideale di società è perfetto…però non tenete conto, quando parlate di esigenze quotidianamente soddisfatte per tutti, che le esigenze si differenziano da persona a persona, paese a paese, area geografica ad area geografica. Insomma, siamo in 6 miliardi, com’è possibile che esigenze così differenziate possano venire soddisfatte per tutti? Nella mia ditta siamo in sei, di cui 3 con moglie e prole e altri 3 single…esigenze diverse quindi, e proprio per questo soddisfacibili in misure diverse l’una dall’altra…è realmente possibile?Poi volevo chiedervi, facendo un esempio concreto:visto che col comunismo c’è la scomparsa della concorrenza, ci sarà una sola industria di automobili?non c’è il rischio di troppo appiattimento e poca libertà di scelta?e se invece di società di automobili ce ne sarà più d’una, con la differenza ovvia che sarà gestita dal basso, non c’è allora il pericolo di una permanenza della concorrenza? Dite che il profitto come fine economico scomparirà …ma (se l’industria ad esempio di cioccolato spalmabile sarà differenziata-e però gestita dal basso) se tutti comprano la Nutella, la Spalmella chiuderà no?perchè senza che nessuno ne compri i prodotti, come farà a non entrare in crisi con le ovvie ripercussioni sugli operai e sui loro salari?Ho cercato di porvi la questione con esempi pratici, perchè Ivan mi risponde sempre con delle astrazioni oppure mi dice che non avete la sfera di cristallo per concepire il comunismo anche nei piccoli dettagli come questi…insomma, io se devo fare una rivoluzione e eventualmente morire, vorrei essere sicuro che il domani sia privo di rischi che tutto finisca come è finito poi in Unione Sovietica, Germania Est, ecc”
senza offesa e con tutta la
senza offesa e con tutta la simpatia possibile, mi pare proprio una discussione da ombrellone! :)
cmq provo a risponderti nel modo + succinto possibile:
auto: qualsiasi meccanico onesto ( ce ne sono…) ti spiegherà che x gamma/segmento di mercato la motorizzazione è simile se nn uguale ( es. il motore della Opel corsa è il medesimo di Daewoo, peugeot 207 e altri. I motori multijet sono stati sviluppati in sinergia da Fiat/Peugeot ed altri). Quindi la differenza è solo nelle apparenze e nelle cifre gigantesche spese in pubblicità (=spreco di lavoro sociale) x far apparire differenti cose uguali.
è profondamente errato e superficiale il tuo approccio individualistico al problema, figlio legittimo dell’angolo “fortunato” del mondo nel quale viviamo; il consumo e la produzione vanno intesi in senso sociale/collettivo.
Quindi nn un auto per tutti, ma libertà dalla necessità del possesso di un auto, tanto x rimanere in tema.
Prima del problema della Nutella sarà da risolversi il problema della fame nel mondo , credo…( e cmq già risolto dalle enormi risorse immagazzinate nei silos dal capitalismo a marcire x nn far cadere troppo i prezzi sul mercato mondiale).
Concorrenza: già oggi ci sono persone che fanno bene la loro professione a prescindere dalla ricompensa economica ( o lo fanno meglio della media ) x senso di responsabilità o altro — contro la logica cioè della PROSTITUZIONE ( + soldi = maggior soddisfazione/riconoscimento del servizio/lavoro svolto ), base della ns attuale società ; si tratterà di rafforzare quei sentimenti di cameratismo estendoli all’intera società nn + percepita come ostile ed estranea.
Ad es. tramite L’EMULAZIONE — x cui tu cerchi di fare una cosa meglio di un altro per la tua soddisfazione personale e/o per il beneficio portato alla comunità . Come ad es. nel lavoro collettivo di partito
Ciao
p.s. m’ero
p.s. m’ero scordato:
tranquillo nessuno ti chiede di morire x la rivoluzione….x ora almeno.
è molto più probabile te lo chieda il capitalismo x il profitto.
e cmq, anche nel caso ( immagino ti stia toccando…) , la differenza sarebbe che almeno uno muore consapevolmente e fieramente e non come un animale che attraversa la strada
ciao a tutti, sono sempre
ciao a tutti, sono sempre Ivan…prima di tutto chiedo scusa perchè invece di creare un post apposito, ho incollato per sbaglio la discussione quassu…
Rispondo a No Nick:ho creato questa discussione perchè ritengo che da sempre molte questioni siano state snobbate, perchè tanto sono molto lontane (in senso temporale) dall’essere all’ordine del giorno. Resta il fatto che per costituire un alternativa di società , anche questi nodi dovrebbero essere affrontati, più o meno come li affrontò Bucharin nel suo ABC del comunismo, ovviamente attualizzandone i vari aspetti. Voglio fare l’avvocato del diavolo (in questo caso, del mio amico “dubbioso”)…
mi pare siamo in sintonia (
mi pare siamo in sintonia ( magari meno, col tuo amico…)
parafrasando il Bucharin che faceva l’analogia del socialismo con la carrozza del treno dove a ciascuno è assegnato un posto e ve ne sono a sufficienza x tutti, oggi ti potrei dire che quel treno possiamo averlo con l’aria condizionata e il collegamento wi-fi, ma ci manca IL POTERE POLITICO x realizzarlo !
certo l’ABC sarebbe da aggiornare e su alcuni punti, magari, anche da correggere.
E’ uno dei tanti compiti del partito. Farlo ora mi pare di mettere il carro davanti ai buoi ( allora fu scritto in una fase dove era viva e doperante la dittatura del proletariato ), alcuni spunti di sicuro però possiamo usarli nella ns propaganda.
In quello odierno di sicuro inserirei come dici te elementi come car-sharing, le energie rinnovabili, i social-network ecc.
ciao
“…la socializzazione, che
“…la socializzazione, che consiste semplicemente nel fatto che gli operai delle varie imprese che prima erano a regime capitalistico, gestiscono queste stesse imprese orizzontalmente, dal basso.”
Attenzione, non è così. Quella sopra descritta non è LA SOCIALIZZAZIONE, ma L’AUTOGESTIONE. Tutt’altra cosa. L’autogestione, come il lavoro cooperativo, può esistere anche fermo restando il mercato. Vedi ex-Jugoslavia. La socializzazione (cioè l’organizzazione comunista della produzione) no.
Poniamo il caso che trionfi, un bel giorno, il comunismo perfetto. A livello mondiale esisterà UNA SOLA INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA che produrrà automobili di VARIA FATTURA, a seconda dei GUSTI e delle NECESSITA’ della comunità mondiale.
Com’è possibile tutto ciò?
Attraverso il CENSIMENTO CAPILLARE dei bisogni collettivi, rapportati alle RISORSE (di lavoro e di materiali) di cui la comunità mondiale dispone.
E’ vero, sarebbe meglio fare un esempio diverso, legato magari ai bisogni più urgenti della comunità mondiale, come ad esempio il grano… ma restiamo un attimo sull’automobile. Azzerata immediatamente la produzione di auto di lusso, resta comunque una vasta gamma di vetture… familiari, piccoline, buone per vie strette delle città italiane, più robuste per andare in campagna, lunghe e larghe come piacciono agli americani, ecc. Qual è la richiesta mondiale di fuoristrada? Tre milioni di fuoristrada (cifra a caso). Con le risorse umane e materiali di cui disponiamo, quanti fuoristrada riusciamo a produrre? Due milioni e mezzo. Perché non tre milioni? Perché in base ai ritmi di lavoro che la comunità mondiale dei lavoratori ha stabilito e in base alle priorità che la produzione industriale ha in questo momento, non riusciamo a fare più di due milioni e mezzo di fuoristrada.
La domanda da porsi è: la carenza di fuoristrada giustificherebbe la superiorità del capitalismo, che crea la carenza di grano e la schiavitù di milioni di persone alla catena di montaggio?
E poi, un domani, sconfitta l’ultima resistenza capitalista annidata sulle Alpi svizzere (esempio a caso) potremmo smetterla di produrre obici e carri armati, e convertire quelle industrie per produrre i cinquecentomila fuoristrada che mancano all’appello.
Fermo restando che all’automobile preferisco la bicicletta.
gek…avevo tralasciato di
gek…avevo tralasciato di scrivere che le gestiranno i lavoratori organizzati in consigli, i cui membri delegati sul modello dei soviet saranno revocabili e non godranno di privilegi rispetto agli altri operai ,gli stessi soviet saranno influenzati dalle linee guida del partito, ecc…detta così come l’avevo detta prima sembrava davvero autogestione di titina memoria…