La guerra tra rivoluzionari
Da questi 3d e dalla esistenza di innumerevoli movimenti marxisti, veri o presunti tali, in circolazione credo emerga che, qualora la storia dovesse offrire al proletariato la possibilità di organizzare una lotta rivoluzionaria, quella a cui si assisterebbe/parteciperebbe non sarebbe una guerra rivoluzionaria ma una guerra tra rivoluzionari.
E’ inutile dire che da questa ipotetica guerra tra proletari la borghesia ne uscirebbe vincitrice se non addirittura più rafforzata.
Mi scuso se il mio messaggio viene interpretato come una provocazione ma credo che questo sentimento/impressione che ho avvertito la necessità di esprimere in questo forum sia comune a molti compagni unito ad una certa amarezza.
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Comments
il programma del proletariato sarà uno solo!
Non è escluso che ci si dovrà scontrare anche con altri rivoluzionari, ma se come organizzazione ci si concentra sul punto fondamentale, la rivoluzione PROLETARIA, cioè sul programma politico del proletariato, chi si pone in qualche maniera contro di esso, non solo dovrà scontrarsi con la nostra organizzazione ma dovrà confrontarsi direttamente con la posizione che il proletariato farà sua (non per dire che sarà di certo la nostra, ma o il tuo (dico in generale, non mi riferisco a te gaetano) programma difende il proletariato oppure non lo fà. Questo risulterà dal momento rivoluzionario, quando e se ci avvicineremo a tale momento storico… nel frattempo diamoci da fare, lasciando da parte messianiche aspettative, cioè STUDIARE PROPAGANDARE ORGANIZZARE). Precisiamo che quando il conflitto di interessi sarà talmente ovvio e innegabile, il proletariato si accorgerà di chi gli rema contro. E se è il proletariato a metterti dall’altra parte della barricata allora non c’è storia che possa salvare questo o quel programma. Sopratutto se l’avanguardia rivoluzionaria, nel più stretto uso del termine, spinge il proletariato sulla via della rivoluzione proletaria verso il comunismo.
Un saluto
Rivolunzio
La guerra tra rivoluzionari
Benissimo: sono uno nuovo. Buon giorno a tutti.
E’ il primo post per me, e non a caso riguarda questo argomento.
La questione che solleva Gaetano per me è imprescindibile. Anche Rivolunzio ha le sue ragioni.
Mi spiace però che sia finita qui, e non ci siano stati altri interventi. Tuttavia è un dibattito che ritendo nodale, perciò ne scrivo.
L’amarezza, le perplessità di Gaetano sono pari alle mie, e riguardano l’unità. Attenzione perchè non voglio essere inutilmente frainteso: sto parlando di unità entro i limiti del possibile. Ma quando, Rivolunzio, parli di proletariato che sceglie chi sta dalla sua parte, a me pare che sotto un discorso così ragionevole si celino dei vuoti d’aria. Di fatti, come fanno i lavoratori ad acquisire la coscienza di ciò che sono, di cosa gli spetta veramente oggi come domani, se tra i suoi dirigenti c’è distanza, antagonismo, negazione?
Il sospetto, e da qui il rammarico, è che ci si fermi al comunismo da cattedra, alla rivoluzione d’appendice.
Buon pomeriggio
Florio
Prima di aderire a
Prima di aderire a Battaglia comunista, facevo parte dei Gruppi di Lotta Proletaria (GLP), una piccolissima formazione composta solo da giovani e giovanissimi che si riconosceva genericamente nelle posizioni della Sinistra Comunista (bordighisti, CCI, Battaglia Comunista, ecc.). Anche noi dei GLP eravamo sconcertati dell’estrema frammentazione di quest’area, e così, per un po’ di tempo, coltivammo il sogno di diventare il “punto d’incontro” di tutti questi gruppi in vista di una futura unificazione. Desistemmo presto. Infatti, gli unici disposti a confrontarsi con noi senza porci degli aut aut, furono i compagni di Battaglia. Le sette bordighiste non accettarono mai il benché minimo confronto: ognuna di esse (allora come ora) ritiene di essere custode della sacra invarianza e perciò non ha bisogno di confrontarsi e discutere con nessuno: quando scoccherà l’ora X le masse busseranno alla loro porta. La CCI (che tra l’altro scrisse anche un durissimo documento contro i GLP) chiedeva ai suoi eventuali simpatizzanti di fuoriuscire dai GLP per aderire solo ed esclusivamente alla loro organizzazione.
Insomma, gli unici a confrontarsi con noi in modo non settario e costruttivo, che fecero con noi decine e decine di volantini con la doppia firma e tantissime iniziative comuni, furono i compagni di Battaglia comunista. Non c’è dunque da sorprendersi se, nel 2002, i GLP si sono sciolti e tutti i compagni hanno aderito a Battaglia. Questa è la verità. Chi si è sempre buttato nella mischia senza dogmatismi e senza mai abbandonare la sua trincea può dirti che qui comunismo da cattedra e rivoluzioni d’appendice non ne trovi. Coerenza, pazienza, curiosità e tenacia sì. Non basta ma è già qualcosa.
Saluti rossi