Italiano
Battaglia Comunista - 4
2008-04-01 - Aprile 2008
- La crisi economica è strutturale, è profonda ed è mondiale
- Cinque anni dopo l’invasione americana dell’Iraq
- Contro la farsa delle elezioni rilanciamo l’astensionismo di classe
- A fianco del proletariato tibetano e cinese
- Beceri ricatti per gli operai Elettrolux
- Il trionfo del neo riformismo - Breve disamina alla sinistra della Sinistra Arcobaleno
- Indagine Istat sulle imprese italiane
- Condizioni e lotte operaie nel mondo
- Alitalia: i lavoratori pagheranno per tutti
- Il Manifesto di Marx compie 160 anni
- La borghesia commemora la sua costituzione
Prometeo - 16
2007-12-01 - VI serie - Dicembre 2007
- A novant’anni dalla Rivoluzione d’Ottobre
- Sulla crisi dei subprime, rileggendo Marx
- Cosa si nasconde dietro la scalata cinese
- Biennio rosso cinese 1925-27
- La questione meridionale oggi
- Finanziarizzazione dell'economia - Pensioni e Tfr
- Il capitalismo dei disastri - L'ultimo libro di N. Klein
- La Turchia alza il tiro sul Pkk, ma le sue mire imperialiste sono molto più ambiziose
- Le giornate di maggio del 1937 a Barcellona
Pomigliano - Aggiornamenti e discussioni anche sul forum
Primo Maggio 2008 - Contro l'offensiva del capitale, lotta di classe internazionale
2008-05-01
in
Ancora un primo maggio di guerra: guerra imperialista tra opposti fronti borghesi, guerra sociale della borghesia, riunita in un unico fronte, contro il proletariato e le masse povere del pianeta. Pace, prosperità e libertà — obiettivi per i quali la borghesia ci impone pesanti sacrifici di sangue, di fatica, di tenore di vita — non solo si allontanano ogni anno che passa, ma si mostrano per quelle che sono: una cinica beffa. Ma non può essere diversamente: alla base di tutto questo c’è la ultra-trentennale crisi del ciclo di accumulazione capitalistica che, invece di attenuarsi, si avvita su se stessa.
Il ciclone finanziario scatenato dal crollo dei mutui subprime è una dimostrazione in più ed è la prova che la strada dell’esasperata speculazione finanziaria e la brutale spoliazione di estesi settori della popolazione (anche piccolo-borghese), non fanno altro che aggravare le difficoltà in cui si dibatte l’economia capitalistica.
Il fascismo e la democrazia contro i lavoratori
2008-04-25
in
Sessantatré anni fa l’esercito anglo-americano, sostenuto dalla guerriglia partigiana, liberava l’Italia dall’occupazione tedesca e dal regime nazi-fascista di Salò.
Un anno dopo nasceva La Repubblica Italiana, la dittatura borghese in cui ancora oggi viviamo.
Migliaia di partigiani comunisti pensavano che la lotta contro i nazisti e i fascisti sarebbe stata solo la prima tappa della grande battaglia contro la società capitalista e la sua classe dominante, che dei nazi-fascisti si era servita per schiacciare la forza rivoluzionaria della classe operaia. Ma furono ingannati. E il primo ad ingannarli fu Togliatti e il Partito Comunista Italiano, che li mandò a combattere e a morire per la costituzione di una repubblica che si sarebbe fondata — come qualunque altro stato capitalista — sull’oppressione e lo sfruttamento dei lavoratori.
Battuta d'arresto per le mobilitazioni di Pomigliano
2008-04-24
in
Ieri (23/4) assemblea al primo e secondo turno, la presenza complessiva è stata inferiore alle 1000 unità. I sindacati non hanno affisso in fabbrica nemmeno i comunicati, al fine boicottare questa assemblea. All’assemblea hanno fatto di tutto per dividere ulteriormente gli operai.
- Continuano a sostenere che gli operai hanno paura di lottare, gli unici a lottare sarebbero i delegati ed i sindacalisti etc.
- Non propongono nessuna iniziativa pratica di mobilitazione (sempre con la scusa che gli operai non vogliono perdere salario etc.).
- Tutti i sindacati — di base e non — sono allineati con questa posizione.
Lo Slai Cobas boicotta le iniziative di lotta portando avanti la vertenza legale e basta. Rdb, Flmu, Cub continuano a prendere tempo. Tutti questi sindacati, da quando è iniziata la lotta, non hanno proclamato nemmeno un’ora di sciopero. Questo è il dato reale e concreto, l’unico.
Gli operai scioperano, la polizia carica
2008-04-23
in
Giovedì 10 aprile gli operai della FIAT di Pomigliano hanno bloccato la fabbrica contro la decisione dell’azienda di esternalizzare 316 operai al polo logistico di Nola.
L’esternalizzazione è letta, unanimemente, come l’anticamera del licenziamento.
Da lunedì 14 si è passati al blocco delle merci in entrata ed uscita, la fabbrica è in ginocchio.
Martedì 15 la dirigenza ha fatto sgomberare i picchetti con le cariche della celere.
Mercoledì 16 gli operai attendono l’esito del tavolo di contrattazione sotto l’unione industriali, accese discussioni tra operai, che si sentono venduti, e rappresentanze sindacali.
La celere carica ancora una volta. Un operaio all’ospedale.
I sindacati sono complici: dividono gli operai e ne ostacolano la lotta.
La crisi ha cancellato i margini di mediazione.
Solidarizzare con questi operai significa difendere i nostri interessi di proletari.
Fiat di Pomigliano - 10-16 aprile 2008 - Una prima ondata di lotta operaia
2008-04-23
in
Possono arginare un onda, ma mai impedire alla marea di salire!
Cronaca di questi giorni: Atitech, Napoli, esuberi per 700 lavoratori; Electrolux, Firenze e Treviso, 800 tagli; Teksid, Carmagnola (indotto FIAT) 950 lavoratori a rischio; Bluterma 100 operai da mesi senza stipendio; Officine Franzi, Lugano, 112 posti a rischio; Granarolo, 350 licenziamenti…
La crisi globale del modo di produzione capitalista sta mostrando qual’è la classe che dovrà pagarne i costi.
Hanno tagliato prima la scala mobile, poi il sistema pensionistico, poi hanno reso flessibile il mercato del lavoro, poi tagliato il sistema sanitario, poi le tasse a carico delle imprese… Ma la crisi avanza inarrestabile.
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Lotta alla FIAT di Pomigliano - Ancora cariche contro gli operai
2008-04-17
in
Testimonianza diretta — 16 aprile 2008
Ore 15, appuntamento sotto la unione degli industriali per l’incontro tra rappresentanze sindacali ed azienda per decidere il futuro dei 316 esternalizzati. La posizione dei lavoratori è univoca: i 316 devono rimanere a lavorare a Pomigliano. Rispetto all’incontro di oggi chiedono che possano salire, come ascoltatori, due o tre lavoratori demandati dall’assemblea.
La cosa sembra possibile.
Verso le 15.30 salgono le delegazioni. Quella degli operai non è stata accettata. Si cerca di fare un po’ di pressione ma non c’è nulla da fare. Il padronato FIAT non accetta di trattare con delegazioni che non siano quelle scelte da lui, ovvero quelle dei sindacati, nemmeno i sindacati di base sono accettati.
L’incontro si prolunga per più di tre ore. Ai molti operai assembrati sotto non è dato di salire, né di avere notizie.
Solidarietà internazionalista agli operai di Pomigliano
2008-04-16
in
Come compagni internazionalisti dell’Alcatel — Battipaglia, ci schieriamo affianco dei 316 lavoratori di Pomigliano, esternalizzati dall’azienda e di fatto esclusi dal ciclo produttivo. Inoltre, approviamo completamente la scelta di proseguire la lotta, occupando di fatto e bloccando la produzione.
I compagni internazionalisti di Battipaglia, inoltre si impegnano qualora sia necessario, a organizzare una colletta per sostenere i lavoratori in lotta, attraverso una cassa di resistenza.
Comunisti Internazionalisti — BattipagliaI metalmeccanici internazionalisti di Bologna e il gruppo di fabbrica della Titan esprimono la loro solidarietà di classe verso i compagni di Pomigliano in lotta.
Solo la Lotta Paga, solo Uniti si Vince!
Gli operai internazionalisti di Mirafiori sono a fianco dei compagni di Pomigliano in questa dura lotta; li salutano a pugno chiuso ed auspicano di poter fare qualcosa di più concreto nell’immediato futuro.
Lotta alla FIAT di Pomigliano – Cariche della polizia
2008-04-16
in
Una testimonianza diretta dai picchetti
Oggi è una giornata di svolta nella mobilitazione contro le 316 esternalizzazioni. Fin dalla mattina la situazione ai blocchi appare mutata rispetto ai giorni precedenti. Il blocco dei camion merci inizia a produrre i suoi effetti sull’azienda, la quale prende le contromisure.
All’una di notte arriva il via libera all’articolo 700 dalla prefettura. Le forze dell’ordine borghese hanno recepito la richiesta dell’azienda di sgomberare i blocchi. Lo sgombero può avvenire in qualsiasi momento, ora.
La Fiat ha bisogno di portare all’esterno i semilavorati necessari a servire le altre fabbriche: lo fa utilizzando 4 elicotteri che, dall’alba, portano fuori dallo stabilimento le merci. Segno che la fabbrica è stata colpita… ma anche che è pronta a reagire.
Alle 10 di mattina arrivano due camionette dei carabinieri, vedono il gran numero di operai presenti al picchetto al varco 1 e se ne vanno.
Lotta alla FIAT di Pomigliano - Un piccolo contributo
2008-04-15
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Volantino distribuito ai picchetti
Siamo un piccolo gruppo di comunisti, molti di voi hanno, durante questi giorni, avuto modo di conoscerci e discutere con noi. Non siamo lavoratori della FIAT, ma siamo proletari ed è soprattutto per questo che ci siamo impegnati ad essere affianco a voi in questa lotta. Crediamo, infatti, che la solidarietà tra i proletari sia un’arma indispensabile per reagire agli attacchi che la borghesia (i padroni) sta portando avanti in questi anni, spingendoci progressivamente verso condizioni di lavoro e di vita che ormai iniziano a diventare insopportabili. Siamo comunisti, siamo proletari, questa lotta operaia la sentiamo anche nostra.
Detto questo, ci preme avanzare una serie di riflessioni sperando che queste nostre osservazioni possano costituire un piccolo contributo alla discussione e al buon proseguimento della vertenza.
Lotta alla FIAT di Pomigliano – Aggiornamento del 15 aprile 2008
2008-04-15
in
A partire da giovedì 10 aprile alle ore 22 la FIAT di Pomigliano è bloccata.
TV, mass media e giornali non ne parlano, perchè la FIAT non vuole che se ne parli. Diffondiamo la notizia in tutti i modi, ad amici, siti, blog, liste: rompiamo il muro del silenzio! Aggiornamenti quotidiani su: http://www.internazionalisti.it
Un comitato operaio costituito indipendentemente dalle appartenenze sindacali ha organizzato la mobilitazione.
Fino a domenica i picchetti operai hanno permesso uno sciopero con adesione del 99%.
Da lunedì 14 aprile si è deciso di bloccare solamente i varchi merci, per fare sì che la fabbrica sia costretta a fermarsi.
La vertenza riguarda 316 operai, ritenuti “scomodi” dall’azienda, la quale ha deciso di esternazlizzarli al polo logistico di Nola, da tutti ritenuto l’anticamenra del licenziamento.
In gioco vi è però il futuro di tutti gli operai della fabbrica, i quali non hanno nessuna garanzia sul loro avvenire lavorativo.
FIAT di Pomigliano - Protagonismo proletario!
2008-04-11
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Volantino distribuito ai picchetti
Gli operai della FIAT di Pomigliano hanno dato vita ad un grande momento di lotta di classe. Le mobilitazioni contro l’esternalizzazione di 316 operai, in larga parte ritenuti “scomodi” dall’azienda, hanno portato al blocco totale dello stabilimento. Lo sciopero, che l’11 aprile ha paralizzato completamente l’impianto, è stato condotto unitariamente da tutti i lavoratori, indipendentemente dalle divisioni, sindacali.
Questo è stato il primo punto di forza: l’organizzazione dal basso della lotta — per mezzo delle assemblee — contro e oltre la logica sindacale.
Questi lavoratori hanno dato un grande esempio a tutta la classe proletaria.
La strada giusta è intrapresa. Cedere di un poco ora, significa capitolare completamente. Non cadiamo nelle trappole del sindacato, esternalizzare un solo lavoratore oggi, significa creare le condizioni affinché, domani, tutti i lavoratori FIAT possano essere licenziati.
Beceri ricatti per gli operai Electrolux
2008-04-01
in
La situazione instabile degli operai Electrolux dello stabilimento di Scandicci (Firenze) ha inizio nel 2005, quando, dopo una sostanziale crescita della azienda svedese (in Italia con cinque stabilimenti) le esigenze di mercato della stessa sono cambiate. Durante quell’anno 170 lavoratori pagano con il posto di lavoro una ristrutturazione all’interno dello stabilimento fiorentino, conseguente ad una politica di delocalizzazione verso l’est, in Ungheria e in Russia, dove la forza lavoro e la produzione costano meno. Oggi, tre anni dopo, l’Electrolux se ne esce con l’annuncio di una possibile chiusura dello stabilimento di Scandicci, che farebbe perdere il posto di lavoro ai restanti 450 operai della fabbrica.
Sono false pretese quelle di Electrolux, che, tra lo sconcerto e la confusione, prima accusa gli operai di scarsa produttività, ma poco dopo deve ammettere la buona redditività.
Contro la farsa delle elezioni rilanciamo l’astensionismo di classe
2008-04-01
in
Siete pensionati? Tranquilli, qualsiasi schieramento politico vincerà le elezioni vi farà ricchi.
Siete lavoratori? Allegri, destra o sinistra al governo avrà a cuore salari e stipendi nonché la vostra sicurezza sul posto di lavoro.
Siete semplicemente dei consumatori? Niente paura zio Walter o Paperon Berlusconi pensano solo a voi e a come far aumentare il vostro potere d’acquisto.
La campagna elettorale dei due schieramenti che si contendono la conquista del potere conferma che i politici della borghesia sono dei campioni della menzogna.
Lavoratori, è necessario iniziare ad opporsi alle loro bugiarde promesse e non partecipare a questa farsa elettorale.
Qualsiasi raggruppamento di potere che conquisterà la maggioranza, in virtù della crisi mondiale che attanaglia il capitalismo, farà le stesse cose di sempre. Colpire sempre di più il mondo del lavoro per sostenere le imprese e il grande capitale finanziario.
A fianco del proletariato tibetano e cinese
2008-04-01
in
Contro tutti gli imperialismi, contro tutte le gabbie nazionali, razziali e religiose
Le recenti violenze esplose in Tibet si sono sviluppate su diversi livelli, che richiedono una analisi più approfondita rispetto ai cliché che ci vengono proposti, ossia repressione contro le richieste popolari di libertà religiosa e di ritorno ad una società idilliaca fondata sui pacifici precetti del buddismo, oppure manovre esterne tese a destabilizzare uno dei principali baluardi dell’antimperialismo.
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Non è un mistero che le proteste, che hanno preso avvio in occasione del 49o anniversario della rivolta del 1959 [1], siano in preparazione da lungo tempo.
Il trionfo del neo riformismo - Breve disamina alla sinistra della Sinistra Arcobaleno
2008-04-01
in
Spacciatori di illusioni per i proletari
Il mondo è paradossale e lo abbiamo capito. Ma a volte fa anche sorride re, oltre che arrabbiare. Quante volte ci è capitato di discutere e di scontrarci, nelle assemblee, nei cortei, nelle piazze, con militanti della sinistra di Rifondazione, spesso in buona fede e generosi, che ci accusavano di essere settari e poco pragmatici, utopisti e dottrinari? Tante volte. Ora è probabile che molti di loro, per evitare di scadere troppo nel ridicolo, dovranno inventarsi nuove critiche e nuove accuse.
Nel circo elettorale del 13/14 aprile, infatti, troviamo, alla sinistra della Sinistra Arcobaleno, ben tre piccole formazioni politiche con la falce e martello nel simbolo e la parola “comunista” nella denominazione, ossia: la Sinistra critica – femminista, comunista, ecologista, il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) e il Partito di Alternativa Comunista (PdAC).



![Foto da: [[http://www.latimes.com/news/nationworld/world/la-fg-tibet15mar15-pg,0,6793101.photogallery | Los Angeles Times]] Foto da: [[http://www.latimes.com/news/nationworld/world/la-fg-tibet15mar15-pg,0,6793101.photogallery | Los Angeles Times]]](/files/2008-04-01-tibet.jpg)
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