Inflazione o speculazione, questo è il dilemma del governo Berlusconi!

E nel dubbio Tremonti inchioda salari, stipendi e pensioni

Da gennaio a oggi il prezzo del petrolio è cresciuto di oltre il 51 per cento in dollari di oltre il 43 per cento in euro, quello del grano di oltre il 50, del riso di circa il 100 per cento. A livello europeo, la Bundesbank prevede che nel 2008 i prezzi al consumo cresceranno di almeno il tre cento. In Italia intanto ha già raggiunto il 3,8 per cento, il livello più alto da dodici a questa parte. Si tratta di un dato che non dà però l’esatta dimensione dell’impatto reale che questi aumenti hanno avuto sui salari, le pensioni e gli stipendi.

Condizioni e lotte operaie nel mondo

Germania

Ottocento dipendenti dello stabilimento automobilistico Daimler, il più grande di tutta la Germania, il 18 giugno scorso sono scesi in sciopero per difendere l’attuale sistema di pre-pensionamento. I lavoratori, in maggioranza impiegati alle presse, sono estremamente preoccupati per la fine, programmata per il 2009, dei sussidi pubblici ai prepensionamenti. Se da un lato si è trattato di un’azione limitata a solo due ore e diretta dal sindacato IG Metall dall’altro questo sciopero ha messo in luce uno dei principali elemento di conflitto dell’attuale fase: la crisi del sistema di Welfare nato dopo la seconda guerra mondiale.

Dalle tesi sulla situazione in Francia

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Thèses sur la situation en France, in “Octobre. Organe mensuel du Bureau International des fractions de la gauche communiste”, Bruxelles, n. 4, maggio 1938 — Com’è noto (vedi Prometeo n.2-3-4, IV serie) non condividiamo tutte le posizioni espresse dalla Frazione (o da lacuni suoi militanti di primo piano), tra cui quella sul partito, ma, indipendentemente da questo, è un pezzo della nostra storia

  1. Il problema che si pose, nel 1936, di fronte al capitalismo francese era analogo e non identico a quello che dovettero risolvere le borghesie degli altri paesi e in particolare d’Italia e di Germania.

Di nuovo il nucleare? No, grazie

Sintonie trasversali e padronali sull’energia

Centrale nucleare di Krsko (Slovenia), teatro di un incidente il 4 giugno 2008
Centrale nucleare di Krsko (Slovenia), teatro di un incidente il 4 giugno 2008

Inutile negarlo, la sicurezza è un problema reale e non una montatura propagandistica. Il punto, però, è che l’insicurezza non ha niente a che vedere con gli “straccioni†che sbarcano, più morti che vivi, a Lampedusa o vivono nelle vergognose baraccopoli delle periferie metropolitane. No, i creatori di questa situazione vestono abiti firmati, guidano aziende dai fatturati multimilionari, siedono in parlamento e in tutti i posti che contano.

Sud: l’emigrazione senza fine

Ogni anno in 270 mila lasciano il Meridione

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Forse non è un caso che all’interno di molti paesi della metropoli capitalista vi siano forti squilibri fra regione e regione e che tali disparità, nonostante durino da molto tempo, non siano mai state risolte. Forse che tale ineguale sviluppo è voluto, cercato, utilissimo al rafforzamento dei capitalismi nazionali?

Da questo punto di vista il caso italiano è eclatante e peculiare.

Riflessioni sul lavoro politico e organizzativo

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Non abbiamo mai voluto interpretare il ruolo del “grillo parlanteâ€, ma da sempre siamo impegnati nel fornire un reale contributo — non solo teorico ma anche pratico — a quel compito di costruzione dell’organizzazione politica, che costituisce per tutti noi un impegno prioritario ed irrinunciabile. Lo facciamo con franchezza e decisione, specie là dove altri “punti di vista†pretendono di assegnare la priorità al solo intervento politico a scapito del dibattito teorico-politico, verso il quale si mantiene un atteggiamento di insofferenza ritenendolo spesso soltanto una caduta nella soffocante atmosfera dei gruppi e delle sette.

La crisi avanza ma la concorrenza divide i proletari

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Solo un autentico partito comunista può evitare un’altra disfatta

Fra le tante questioni lasciate in sospeso dal governo Prodi ve ne erano tre di particolare gravità che richiedevano di essere affrontate con la massima urgenza: la questione dei rifiuti in Campania; quella salariale e quella, in verità in gran parte artatamente montata, della sicurezza.

In tutti e tre i casi le decisioni, tutte condivise dalle forze politiche dell’opposizione, sono state informate alla stessa esigenza: rimuovere con ogni mezzo qualsiasi ostacolo che il capitale può incontrare nella sua disperata ricerca di profitti.

REDI S.p.a. - Una fabbrica di veleno

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di un lavoratore del bolognese, che descrive in particolare i rischi legati alla produzione del PVC

Sono un ex dipendente di una fabbrica di veleno, anzi per l’esattezza sono un ex dipendente di una agenzia interinale che somministra forza lavoro alle aziende che non vogliono assumere direttamente i propri operai (troppi costi e troppe grane), tra le quali c’è pure l’azienda per cui ho lavorato io. La REDI S.p.a. (fabbrica chimica con sede nella provincia bolognese), a cui ho prestato la mia manodopera per un anno e mezzo senza mai essere assunto direttamente, nemmeno a tempo determinato, dall’azienda stessa.

Abbiamo già detto mille volte della sciagura della precarietà che rende sempre più ricattabile e divisa tutta la classe operaia……e sempre più oscuro il futuro di tutti i lavoratori.

Gli strani accordi fra Siria e Israele

La diplomazia finge di muoversi, ma le cose rimangono come prima

Le alture del Golan sono state annesse allo Stato d’Israele nel corso della terza guerra arabo israeliana del giugno del 1967. Come i territori palestinesi occupati, sono rimaste nelle mani del governo di Gerusalemme senza che le richieste di restituzione da parte della Siria fossero mai prese in considerazione. Da un mese a questa parte, Olmert ha dichiarato ai quattro venti, con un’enfasi inusitata per il personaggio e per il ruolo che ricopre, che si starebbero svolgendo delle trattative riservate con Assad per la loro restituzione.

Bush ha benedetto l’iniziativa come l’inizio di un processo di pacificazione dell’area medio orientale che andrebbe nella direzione auspicata da tempo dal governo americano.

Che le cose stiano in questi termini è altamente improbabile.

In Sudafrica è guerra fra i poveri

Ora è dimostrato: anche l’aparheid era un problema di classe

I drammatici fatti accaduti in Sud Africa, che hanno visto una cruenta guerra tra poveri, non sono solamente eventi di dolorosa attualità, ma la punta dell’iceberg di fenomeni che caratterizzano il corso della società capitalista sino dalle sue origini, allorché gli individui spogliati di qualunque avere o possibilità di sopravvivenza sono stati costretti a vendere la propria forza lavoro entrando in concorrenza gli uni contro gli altri.

In questo paese le contraddizioni sono ingigantite dalle sue stesse caratteristiche, il Sud Africa è il primo produttore mondiale di oro, il “nobile†metallo che da sempre per antonomasia rappresenta la ricchezza assoluta da una parte, la cupidigia e la bramosia dell’uomo per possederlo, dall’altra. Oltre all’oro, il Sud Africa è tra i primi fornitori di materie prime strategiche per l’industria militare: platino, cromo, antimonio, manganese, vanadio.

Fiat di Pomigliano: una lotta operaia censurata

Assemblea pubblica a Bologna, sabato 21 giugno, ore 17:00

Circolo Iqbal masih — via della barca 24/3 — autobus 14

A metà aprile, in pieno clima elettorale, 316 operai della Fiat di Pomigliano d’Arco (Napoli) vengono, di fatto, esternalizzati e trasferiti nel nuovo stabilimento di Nola.

Ma i 316, insieme agli altri operai dello stabilimento non ci stanno e bloccano per 2 giorni l’entrata e l’uscita merci!

La reazione padronale e’ immediata e feroce.

Ripetute cariche della polizia per rimuovere i blocchi operai, ed elicotteri per tirare fuori le merci intrappolate dai blocchi.

Obama e lo spettacolo del circo elettorale

I presidenti cambiano ma la guerra continua

Negli Stati Uniti, la sinistra del capitale critica il regime Bush e il suo rabbioso militarismo per spingere la popolazione a mobilitarsi dietro una voce più duttile dell’imperialismo americano. Ma Barack Obama non è altro che un ornamento di ricambio sul cofano della macchina del capitalismo americano, uno che è molto più pulitoe presentabile per la classe capitalista rispetto all’attuale ospite della Casa Bianca, i cui soli crediti per entrare nella vita politica erano quelli di possedere una squadra di baseball e avere numerosi e forti legami con i suoi compari borghesi.

La posizione a favore della guerra del Partito Democratico è storicamente innegabile. Come innegabilmente è quella di Obama, con i suoi voti a favore di massicce spese belliche, sia per la guerra in Iraq che per la più fumosa “Guerra al terrorismoâ€.

Referendum e nazionalizzazioni in Bolivia

Il socialismo di Morales alla prova dei fatti

Che sull’America Latina soffi un vento nuovo, dopo decenni di feroci dittature militari e di governi totalmente asserviti agli USA, è cosa nota. Come nel gioco del domino, quasi tutti i paesi del Cono Sud del continente americano sono passati in pochi anni nelle mani di partiti (o coalizioni) “di sinistraâ€. Ultimo, in ordine di tempo, il Paraguay, per decenni dominio pressoché incontrastato della nazistoide famiglia Stroessner e del partido colorado.

Sembra quasi (quasi…) preistoria il tempo in cui la CIA dirigeva l’orchestra delle spietate giunte militari che, col Plan Condor, stringevano in un abbraccio di morte il Sudamerica.

Il pogrom contro i rom a Ponticelli

Coltellate, pestaggi e sassaiole hanno solo aperto il pogrom. Le molotov hanno fatto il resto, dando alle fiamme le baracche dei campi dove i Rom vivevano, tra raccordi dell’autostrada, rifiuti a marcire e scheletri delle industrie dismesse. Siamo a Ponticelli, periferia orientale di Napoli, una delle zone più degradate della Campania. Il 10 maggio divampa il fuoco: una sedicenne rom è arrestata per tentato rapimento di una bambina italiana di 6 mesi. I Rom si sono allontanati dal quartiere, mettendosi al riparo dalla violenza esplosa irrefrenabile. I campi sono stati devastati — e saccheggiati — per evitare che qualcuno vi tornasse.

Lascia sconcertati il casus belli, una leggenda metropolitana che affonda le radici in stereotipi antichi.

Nell’Ottocento a rubare i bambini erano gli Ebrei, oggi i Rom. Eppure basta consultare gli archivi dei casi giudiziari, nessun Rom è mai stato condannato per rapimento di minore.

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