Sicurezza del profitto e insicurezza di vita

Esiste una “questione sicurezza†come ci martellano ogni giorno tv e giornali??

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Sì, certo, siamo d’accordo, ma non è quella di cui parlano loro (chiamarli signori ci suona indecente per quello che pubblicano e strillonano…): è la sicurezza di restare vivi e di avere un lavoro stabile e dignitoso.

(Non) Succede solo da McDonald

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La notizia è in linea con decine di altre simili. Nel pomeriggio del 22 Luglio gli ufficiali giudiziari si presentano sul luogo di lavoro, invitano i fornitori a non scaricare, i dipendenti ed i clienti ad uscire. La società che gestiva in Fanchising 4 dei McDonald napoletani è fallita. 112 lavoratori in mezzo alla strada. Questi lavoratori si sono, purtroppo, organizzati con il sindacato UIL che ha aspettato ben una settimana per convovare una giornata di sciopero “con presidio democratico” per oggi (con i locali chiusi dal 22!!) al fine di “sollecitare le istituzioni e le aziende coinvolte ad assumersi le proprie responsabilità” (comunicato sindacale del 31/7). Nessun accenno ad iniziative di lotta vera, opera sistematica volta a scongiurare il pericolo che questi lavoratori vadano davanti ad altri McDonald obbligandoli a scioperare, nessun accenno alla necessità di collegare questa lotta ad altre in corso sul territorio napoletano…

Cpt in mare - Il grande cuore della borghesia!

Ai nostri lettori offriamo un campione di quanto grande possa essere il cuore della borghesia, che, come sempre, si preoccupa dei più deboli e si attiva per render loro la vita meno dura. Il contesto storico, le circostanze sono, naturalmente, diverse, ma la logica non ci pare tanto differente…

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La senatrice Angela Maraventano, la leghista “più a sud d’Italia”, ha proposto al governo di costruire dei Cpt (Centri di prima accoglienza) in mare. Intervenendo in aula al Senato, Maraventano ha detto che per fermare “il massacro bisogna darci da fareâ€.

“Abbiamo lavorato 60 giorni sull’emergenza rifiuti in Campania.

Cala la scure

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Dopo il fallimento della trattativa con AirFrance sembra che l’Alitalia abbia finalmente trovato la sua strada, patrocinata dal “Boss†Berlusconi. I termini della prospettiva appaiono limpidi: una cordata Italiana da 800 mln di Euro che rilevi, prima che a novembre arrivi il fallimento per esaurimento dei fondi di cassa, ciò che di buono rimane della compagnia di bandiera. Tra gli scarti… 5mila lavoratori Alitalia, 2mila AirOne. Il risultato?

Ed ora non vi resta che riaprire i forni crematori

È scioccante la proposta apparsa ieri sui giornali ed oggi, forse, ritirata, di eliminare la pensione minima. Quei 395,56 euro al mese che il capitale concede a mo’ di carità a chi, compiuti i 65 anni di età, non ha di che mantenersi. Probabilmente il governo farà retro marcia, ma il segnale è stato lanciato con molta chiarezza: a questi di lavoratori, poveri, precari, gente che vive al di sotto della soglia di povertà… non frega proprio niente. E di sicuro in molti, nel governo, hanno considerato che i 3,5 miliardi sottratti a questi pezzenti avrebbero potuto essere usati meglio, per esempio per riempire i loro portafogli.

Tra l’altro, le scuse ufficiali di questo infame provvedimento sono infamissime: si voleva colpire “solo†la parte più debole del proletariato, gli immigrati, i quali, anche nel caso in cui il provvedimento venga modificato (quello sulle pensioni sociali), saranno comunque esclusi.

Solidarietà alle lotte dei lavoratori Innse e delle cooperative della logistica del varesotto

Assemblea di operai argentini
Assemblea di operai argentini

Vogliamo dare evidenza nell’ambito delle nostre forze a due episodi di lotta di classe che avvengono nel cuore industriale del capitalismo italiano e vedono impegnati i lavoratori delle cooperative [1] della logistica — Dhl e Tnt — del varesotto (Corteolona, Origgio) e quelli della Innse Presse di Milano [2].

I primi sono impegnati in una dura vertenza che chiede il ritiro dei licenziamenti verso alcuni loro compagni che si erano esposti reclamando condizioni di lavoro e salario più dignitose; i secondi sono alle prese da quasi due mesi con l’occupazione e l’autogestione della loro fabbrica contro la chiusura ed il licenziamento relativo programmato da padron Genta.

A Corteolona (Va) vi sono migliaia di lavoratori di tutte le etnie suddivisi in svariate cooperative — 2 dei licenziati sono immigrati — assenza quasi totale di leggi e regole e sindacati confederali impotenti se non complici.

La sicurezza sociale è solo per il capitale

Per i proletari aumenta l’insicurezza sociale e la precarietà del lavoro

Tendopoli nei sobborghi di Los Angeles
Tendopoli nei sobborghi di Los Angeles

Dove ti giri sia a destra che a sinistra il tamburo del capitale batte la stessa musica: “sicurezzaâ€. Vedremo come tale sicurezza non sia altro che la sicurezza per il capitale, che dal lato del lavoro si trasforma in insicurezza sociale.

Assemblea dibattito a Bologna

Il significato politico degli scioperi alla Fiat di Pomigliano

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Sabato 21 giugno, presso il circolo “Iqbal Masih†di Bologna, la nostra sezione cittadina ha organizzato un’assemblea/dibattito avente per tema la recente lotta operaia alla Fiat di Pomigliano.

A metà aprile — recita il manifesto di convocazione — in pieno clima elettorale, 316 operai della Fiat di Pomigliano d’Arco (Napoli) vengono, di fatto, esternalizzati e trasferiti nel nuovo stabilimento di Nola. Ma i 316, insieme agli altri operai dello stabilimento non ci stanno e bloccano per 6 giorni l’entrata e l’uscita merci.

La reazione padronale è immediata e feroce.

Ripetute cariche della polizia per rimuovere i blocchi operai, ed elicotteri per tirare fuori le merci intrappolate dai blocchi.

Dialogo strategico tra Cina e Usa

La crisi economica esaspera le tensioni tra le due potenze

Energia, valuta, commerci e mercati. La crisi internazionale ha portato all’incandescenza i temi del Dialogo sino-americano di giugno, che ha finito per scandire una tappa della crescente conflittualità tra i due paesi. Per la Cina il primo problema si chiama dollaro debole. La riserva di cambio di Pechino, pari a 1.500 mld$, continua a essere svalutata, spingendo la Cina ad aprire investimenti anche in Francia, Inghilterra e Asia.

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Per Pechino restano tuttavia strategici gli investimenti in USA, che significativamente stanno incontrando il ricorso ad azioni protezionistiche. Il dollaro debole sta comportando più esportazioni americane, cioè un contributo al rallentamento della recessione. In un anno l’export verso la Cina è aumentato del 20%, contro un +10% del flusso contrario.

Aumentano le tensioni con l’Iran

Israele fa le prove militari per un eventuale attacco aereo

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Il 5 giugno scorso Israele ha concluso una simulazione militare nel Mediterraneo con i suoi caccia F15, F16 e con elicotteri da combattimento per un raggio di 900 miglia, la distanza che separa Israele dall’impianto nucleare iraniano di Natanz. Che tra i due governi non corra buon sangue è risaputo. Che il governo di Tel Aviv tema il riarmo nucleare del suo più acerrimo nemico rientra nella sfida imperialistica dell’area. Che il governo di Tehran faccia dell’anti-sionismo il suo cavallo di battaglia per uscire dall’isolamento politico ed economico in cui è stato messo, è altrettanto evidente. Ma c’è qualcosa d’altro.

Le manovre israeliane hanno avuto un duplice scopo: quello di mandare un chiaro messaggio a chi di dovere e di concertare con l’alleato americano le possibili strategie di un reale attacco.

Il capitalismo dei disastri - L'ultimo libro di Naomi Klein

Uragano Katrina
Uragano Katrina

Se il declino di un “impero†si manifesta anche attraverso il moltiplicarsi delle voci critiche espresse dagli ambienti intellettuali, allora si può dire che l’imperialismo statunitense e l’ideologia con cui si è rivestito negli ultimi decenni — il neoliberismo — stanno attraversando tempi difficili.

La questione meridionale oggi

Mafie, sommerso, economia criminale nel sud Italia

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In Italia è sempre stato agitato lo spettro di un certo eccezionalismo meridionale, con la forma di incompiutezza dello sviluppo capitalistico, di infinite sopravvivenze feudali, mafie di origine rurale, una plebe precapitalistica [1] e così via.

Dalla Romania un esempio per tutti i lavoratori

La lotta degli operai della Dacia conferma alcuni punti fermi del marxismo

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I fatti in sintesi; a causa del rapido rialzo dei prezzi avvenuto in seguito all’ingresso della Romania nella UE a gennaio 2007 i lavoratori metalmeccanici della Dacia-Peugeot iniziano in autunno una serie di agitazioni compatte per il recupero del potere d’acquisto dei loro salari.

Fine delle otto ore? La nuova direttiva europea sull'orario di lavoro

Al peggio non c’è mai fine, recita un vecchio detto. Ora, benché non siamo usi a prendere per oro colato il cosiddetto buon senso dei proverbi, c’è da dire che i borghesi ce la stanno mettendo tutta per dare credibilità alla “saggezza popolareâ€. Non passa giorno che padroni e politicanti (spesso coincidenti) non tirino fuori dal cilindro una legge o un progetto di legge volto a peggiorare le nostre condizioni di esistenza.

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E mentre noi, il proletariato, continuiamo sostanzialmente a non reagire o, quando va bene, a reagire sporadicamente e in ordine sparso, la borghesia ci sta dando una bella lezione su che cosa significhi concretamente solidarietà di classe, perché se c’è da bastonare il mondo del lavoro salariato trova sempre, nella sostanza, un accordo e procede come un carro armato, indipendentemente dalle divisioni nazionali.

Di nuovo il nucleare? No, grazie

Sintonie trasversali e padronali sull’energia

Centrale nucleare di Krsko (Slovenia), teatro di un incidente il 4 giugno 2008
Centrale nucleare di Krsko (Slovenia), teatro di un incidente il 4 giugno 2008

Inutile negarlo, la sicurezza è un problema reale e non una montatura propagandistica. Il punto, però, è che l’insicurezza non ha niente a che vedere con gli “straccioni†che sbarcano, più morti che vivi, a Lampedusa o vivono nelle vergognose baraccopoli delle periferie metropolitane. No, i creatori di questa situazione vestono abiti firmati, guidano aziende dai fatturati multimilionari, siedono in parlamento e in tutti i posti che contano.

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