Una nuova scuola

Per un mondo di uomini pari e liberi fra uomini pari e liberi

Foto: [[http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scuola/manifestazione-gelmini/20.html | repubblica.it]]
Foto: repubblica.it

In ogni società divisa in classi come quella attuale, la classe dominante ha sempre negato a quelle sottomesse e sfruttate il diritto all’istruzione e allo studio e quando lo ha concesso lo ha fatto soltanto perché ciò corrispondeva ai suoi interessi.

Finché nella produzione delle merci sono state utilizzate tecniche semplici e facili da apprendere anche senza una precedente formazione scolastica, la borghesia ha negato ai lavoratori perfino il diritto all’alfabetizzazione.

Operai INNSE - Ringraziamento per solidarietà

Milano 06-10-2008 — Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo messaggio inviatoci dagli operai dell’INNSE. Avevamo già a fine luglio espresso solidarietà per la loro lotta, con tutte le difficoltà e i limiti in cui si è sviluppata. Il 4 ottobre a Bologna abbiamo poi organizzato una serata di finanziamento: Music for class war.

Gli operai della INNSE, attraverso la vostra solidarietà, hanno scoperto che la lotta trova un sostegno attivo fra tutti coloro che non sopportano più la prepotenza dei padroni.

La prepotenza del padrone Genta, la sua decisione di chiudere INNSE e licenziare tutti si è scontrata contro una nuova determinazione degli operai: la INNSE non ha bisogno di Genta per funzionare e gli operai lo hanno dimostrato.

Durerà poco, in mezzo a mille difficoltà, ma la svolta c’è stata ed ha un valore per tutti gli operai che sono stati buttati in mezzo ad una strada perché sono stati licenziati.

Il vostro contributo è un segno tangibile che il significato della nostra lotta non è passato sotto silenzio e per questo vi siamo veramente grati.

Avremo ancora bisogno di iniziative di sostegno, siamo sicuri di poter contare su di voi.

Saluti

RSU INNSE

Fine del neoliberismo e intervento dello stato nell'economia

La crisi finanziaria avviatasi nell’estate del 2007, in seguito allo scoppio della bolla speculativa dei mutui subprime, è ben lungi dall’essere superata. Ad oltre un anno di distanza dal suo avvio, anche gli operatori più esperti della materia, ignorano completamente quali siano i dati completi delle operazioni finanziarie che trovano nella speculazione dei mutui subprime la loro origine. Tale cancro finanziario ovviamente non è circoscritto agli Stati Uniti, il paese dove è scoppiata la bolla speculativa, ma ha pervaso l’intero sistema finanziario internazionale; non passa giorno in cui importanti società finanziarie e bancarie sono costrette ad iscrivere nei bilanci enormi perdite causate dalla crisi immobiliare.

Nel quarantesimo anniversario dell'invasione della Cecoslovacchia

files/images/2008-09-01-praga68.jpg

Ricorre quest’anno il quarantesimo anniversario dell’invasione da parte delle truppe russe della Cecoslovacchia. Nell’agosto del 1968 i carri armati russi rompevano gli indugi e invadevano un loro paese alleato La classe dirigente di Mosca per mascherare la propria azione imperialistica lanciò la propaganda che l’ingresso delle truppe russe a Praga era stato determinato dall’agire dei controrivoluzionari. Per venire in soccorso alla classe operaia ceca i carri armati russi schiacciavano il proletariato del paese di Kafka e Hasek. Lo sconcerto tra i militanti di base e in alcuni settori dirigenti dei partiti stalinisti fu allora notevole. Molto si è scritto su quelle drammatiche giornate in cui l’imperialismo russo mostrava al mondo il suo vero volto di predone che pur di difendere i propri interessi era disposto ad affondare fino in fondo il coltello della prepotenza anche nei confronti dei propri alleati.

L'Afghanistan nel nuovo Grande Gioco

files/images/2008-10-05-afghanistan.jpg

Se Rudyard Kipling fu il primo a scrivere del “Big Game†o “Grande Gioco†che sul finire del diciannovesimo secolo vedeva l’impero russo, nel corso della sua espansione in Asia, impegnato a coinvolgere le tribù dell’Afghanistan e del Tibet nella conquista dei principati indiani i quali, a loro volta, potevano usufruire dei “consigli†dei britannici, è indubitabile come un nuovo “Grande Gioco†abbia preso contorni sempre più netti e nel quale il ruolo dell’Afghanistan continui ad essere significativo.

Sempre nel diciannovesimo secolo il fondatore della moderna geopolitica, Halford Mackinder, rilevava l’importanza strategica dell’Asia centrale in quanto lì si trovavano più frontiere che in qualsiasi altra regione del mondo e, quindi, avere sotto controllo quest’area equivaleva ad avere il controllo della vecchia “via della setaâ€.

Seppellire Marx per riesumare Kautsky - Note sull'area “comunitaristaâ€

in

Una delle principali anime del Campo Antiimperialista, cioè l’organizzazione che ha nell’antiamericanismo il proprio esplicito cavallo di battaglia, è quella dei “comunisti comunitaristiâ€, la cui rivista è appunto Comunismo e Comunità. I maggiori teorici di quest’area sono senz’altro Gianfranco La Grassa e Costanzo Preve, che provengono entrambi dal maoismo, e si vede.

Oggi bisogna fermare il monopolio militare degli USA. Questo è il 95% del problema del mondo — sostiene Preve —. Nel linguaggio di Mao, questo si chiama distinguere la contraddizione principale da quelle secondarie. Su questo punto (la gerarchizzazione corretta delle contraddizioni) mi considero tuttora un allievo di Mao Tse Tung.

C.

Licenziamenti, la solidarietà non basta

files/images/2007-01-01-class-war_0.jpg

Ci risiamo: Trenitalia licenzia di nuovo Dante Deangelis, macchinista e rsu perché “avrebbe leso l’immagine dell’azienda†con le sue denunce circa le carenze di manutenzione — e sicurezza perciò — dei 2 Eurostar che si sono rotti nel mese di agosto.

Lo stesso era stato da pochi mesi riassunto in forza di un’ingiunzione del Tribunale dopo un suo precedente licenziamento nel 2005 sempre per motivi analoghi, il quale aveva dato luogo anche a diversi scioperi di categoria.

Tutto ciò poche settimane dopo che la stessa azienda aveva preso lo stesso provvedimento verso 8 meccanici manutentori del deposito di Genova Principe questa volta per presunte irregolarità nella timbratura del cartellino.

La solidarietà in questi casi è doverosa oltrechè un’arma come suole dirsi, ma non basta — non a caso al macchinista l’hanno espressa anche i poliziotti della Polfer… forse perché sui treni ci viaggiano anche loro — bisogna bensì comprendere appi

Di male in peggio - Crollo dei consumi, calo dei salari ed aumento dei debiti

Stando alla propaganda martellata da compiacenti mezzi di informazione, il governo del signor “ghe pensi mi†avrebbe brillantemente affrontato e sconfitto le “emergenze†che assillavano una sempre più preoccupata opinione pubblica.

files/images/2008-09-20-rate.jpg

Gli immigrati rumeni hanno smesso — o giù di lì — di costituire un problema di ordine pubblico, spaventati a morte dai baldi guerrieri che montano la guardia a piazze e monumenti. L’Alitalia resterà (così si dice) italiana com’era stato promesso; la scuola, violentata dal ’68, tornerà ad essere un luogo dove si lavora sul serio, dove rifioriranno sani principi morali custoditi dal grembiulino: cosa c’è di meglio contro gli autoscatti osé delle adolescenti venduti per pochi euro che una divisa stirata e un fiocco rosa? Se poi tutto questo richiede il taglio di oltre centomila posti di lavoro (ma l’attività di “sartoria†era stato cominciato da Fioroni) che importa?

FIAT di Pomigliano - Il boia capitalista e la scure sindacale

files/images/2008-05-01-pomigliano-01_0.preview.jpg

Licenziati in tronco 8 operai della FIAT di Pomigliano d’Arco, già parte dei 316 esternalizzati, in seguito alla sentenza di secondo grado del tribunale di Napoli.

Gli otto sono stati ritenuti COLPEVOLI di essere tra gli organizzatori della contestazione alla CGIL del 14 febbraio 2006. In quella occasione la CGIL presentò i contenuti dell’accordo-bidone sul contratto metalmeccanici, i lavoratori, in maggioranza, respinsero il contratto cacciando i sindacalisti dall’assemblea. La reazione non si fece attendere: la CGIL denunciò i contestatori, lo SLAI cobas, nel quale erano organizzati, li scaricò con pretesti strumentali. Quanto è successo è riassunto nelle parole di uno dei licenziati: “Siamo stati venduti dai sindacati!”

In questa epoca di crisi dilagante il capitale non è più disposto ad accettare chi, nel luogo di lavoro, contesta le sue regole.

Catastrofe finanziaria

Dopo più di un anno di “agitazione†nei mercati finanziari e nel sistema bancario di tutto il mondo, gli Stati Uniti – i campioni del libero mercato – sono stati costretti a ricorrere all’intervento dello stato per evitare la “catastrofe finanziariaâ€, cioè il totale collasso delle banche, delle istituzioni finanziarie, dei mercati azionari e, alla fine, la fuga dal dollaro.

files/images/2008-07-01-dollar.jpg

L’acquisizione formale da parte dello stato delle due compagnie creditizie statunitensi, Fannie Mae e Freddie Mac (i cui debiti in ogni caso erano coperti dallo stato), non è bastato a recuperare la fiducia nei mercati, cosa che sta procurando incubi ai banchieri centrali di tutto il mondo .

Nella stessa settimana in cui una delle più grandi banche d’investimento statunitensi è stata lasciata affondare, Hank Paulson, segratario del tesoro USA, si è sentito in obbligo di presentare quello che è stato definito “il più grande intervento del governo dagli anni 1930†al f

Ossezia del sud, Georgia e dintorni

La crisi caucasica è il nervo scoperto del processo di ricomposizione imperialistico mondiale

files/images/2008-08-31-energy-russia.jpg

E’ dal crollo dell’Unione sovietica che si è aperta la crisi nella regione caucasica.

Come tutti i nazionalismi, anche quello dell’Ossezia rientra nel gioco imperialistico che la crisi internazionale rende sempre più duro. I motivi che hanno indotto la Georgia ad attaccare la piccola regione autonoma del Caucaso e quelli che hanno spinto la Russia a impiegare l’esercito a favore degli indipendentisti osseti e abkazi contro il governo di Tblisi, vanno ben al di là dei fatti contingenti che la cronaca regionale ci racconta.

Innanzitutto la questione Ossezia riguarda lo scontro tra Russia e Georgia. La prima non può tollerare l’avvicinamento del governo di Saakashvili agli stati Uniti, né tanto meno il suo dichiarato desiderio di entrare a far parte della Nato quale pedina di Washington nell’area dell’ex impero sovietico.

Rifondazione - Chi non muore si rivede

Rifondazione cerca consenso sostenendo la lotta di classe: i lavoratori ne approfittino

La sconfitta elettorale e l’estromissione dal Parlamento della cosiddetta sinistra radicale, Rifondazione comunista in testa, non significa la sua impossibilità di ritornarvi. La bocciatura elettorale ha diverse spiegazioni, ma una forse le racchiude tutte: il progressivo abbandono degli interessi minimi di quelle che la stessa Rifondazione chiama ‘classi popolari’. Occorre pertanto recuperare il terreno perso così Rifondazione ha radunando il suo VII Congresso a Chianciano (potere simbolicamente depurativo delle città termali) lo scorso luglio. La vittoria della mozione Ferrero rispetto a quella Vendola è il segno che la ricetta politica indicata per il ritorno in parlamento è quella del movimentismo.

La realtà impone a Rifondazione di puntare sulla carta sociale per non marginalizzarsi o divenire un’appendice del PD.

Una crisi finanziaria più grave di quella del 1929

Anche oggi a pagarne i costi sono i proletari

files/images/2008-09-08-subprime-mortgages.jpg

Il presidente Bush ritiene che i fondamentali dell’economia americana siano solidi per poi, smentendosi da solo, varare un piano diretto al salvataggio del mondo della finanza. Mille miliardi di dollari per ripulire i bilanci di banche ed altre istituzioni finanziarie andate in sofferenza a causa di perdite causate dallo scoppio della bolla speculativa dei mutui subprime. Nonostante questi sconquassi c’è chi, imperterrito, continua a vaneggiare sulle virtù regolatrici del mercato, il “mitico†mercato che avrebbe dovuto dischiudere all’umanità intera un avvenire fatto di benessere e di prosperità.

Lezioni dalla crisi nel Caucaso

Instabilità e guerra permanente ecco il futuro

Il quadro generale dei rapporti interimperialistici che si sta delineando a seguito della recente guerra fra Russia e Georgia e di cui specificatamente si parla nell’articolo Ossezia del Sud, Georgia e dintorni offre non pochi spunti utili per una più puntuale comprensione del fenomeno dell’Imperialismo in questa fase storica.

Innanzitutto, va rilevato che avendo per oggetto del contendere il petrolio e le sue vie, essa si ascrive a pieno titolo in quella più generale guerra imperialista divenuta ormai permanente e destinata a sconvolgere radicalmente gli attuali equilibri interimperialistici come accadde con le due prime guerre mondiali. Viene così ancora una volta smentita la tesi secondo cui con il crollo del muro di Berlino e l’implosione dell’Orso sovietico non avremmo più avuto guerre ma solo, ma solo “scontri di civiltàâ€.

Condizioni e lotte operaie nel mondo

files/images/2008-09-20-eau-workers.preview.jpg

Brasile

L’inflazione che attanaglia il paese riducendo costantemente il livello salariale sta portando alla reazione degli operai metalmeccanici in diverse aree de Paese. Il fenomeno inflativo ha subito negli ultimi mesi ed ora corre oltre il 6%. Gli operai delle aziende di auto, ben consci di quanto il settore si sia allargato e di quanto alti siano stati i profitti negli ultimi anni sono scesi in piazza per ottenere una reale stabilità salariale.

Gli operai delle linee di produzione della Nissan, della Renault e della Volkswagen nello stato del Paranà, nel Brasile meridionale sono in sciopero dal 29 agosto. L’agitazione coinvolge più d 9000 lavoratori ed è centrata su un aumento immediato dei salari dell’8,5% più un bonus di 800 reais che dovrebbero, almeno in parte, compensare la forte inflazione del Paese.

Contro lo sgombero del Libera, sgomberiamo la borghesia dalla faccia della terra

A nord di Modena, nelle campagne di Marzaglia, è tutto pronto per la costruzione di una grande pista automobilistica che devasterà la vegetazione boschiva, il suolo agricolo e le falde acquifere sotterranee. L’unico impedimento per l’inizio dei lavori era la presenza del Libera, uno spazio sociale che da otto anni autogestiva una casa all’interno di quest’area. Il Libera, insieme al Coordinamento contro l’autodromo che raccoglie diverse realtà sociali e ambientaliste modenesi, si è sempre battuto contro questo progetto, perché esso consegnerà nelle mani di un ristretto gruppo di privilegiati una grande area verde che invece potrebbe essere patrimonio di tutta la collettività.

Ad agosto il Libera è stato sgomberato e demolito.

America Latina: è finita un'epoca?

files/images/2008-09-19-union-juvenil-crucenista.jpg

È finita un’epoca?

Questa domanda sorge spontanea osservando il concitato accavallarsi degli eventi nel Cono Sud del continente americano. Dal Venezuela alla Terra del Fuoco, quasi tutti i governi di quello che è sempre stato considerato “el patio trasero†(il cortile di casa) dell’imperialismo statunitense, si schierano a difesa del presidente boliviano Evo Morales, contro i tentativi di destabilizzare il suo governo sostenuti, se non fomentati, sotto banco da Washington.

I fatti sono noti. La Bolivia, un paese dalle enormi disuguaglianze sociali, per un paradosso soltanto apparente tipico del capitalismo, ha nel sottosuolo grandi risorse di materie prime, in primo luogo di gas.

Guerra in Georgia - Chi controllerà petrolio e gas del bacino del Caspio?

files/images/2008-08-11-russian-troops.jpg

Probabilmente le frasi che meglio descrivono la situazione attuale nel Caucaso meridionale — nonché la diversa determinazione delle forze in campo — sono quelle attribuite al colloquio privato tra Putin e Bush, avvenuto a margine dell’inaugurazione delle olimpiadi di Pechino. Il premier russo avrebbe dichiarato senza mezzi termini che “in Sud Ossezia di fatto è scoppiata una guerraâ€, aggiungendo peraltro che l’intervento non sarà probabilmente di breve durata, ma anzi “in Russia molti volontari intendono andare lì e indubbiamente è molto difficile mantenere la pace nella regioneâ€. Bush si sarebbe limitato a replicare che “nessuno vuole una guerraâ€. [1]

Le vicende che hanno portato allo scoppio del conflitto, nella notte tra il 7 e l’8 agosto, non sono chiare.

Ed ora non vi resta che riaprire i forni crematori

È scioccante la proposta apparsa ieri sui giornali ed oggi, forse, ritirata, di eliminare la pensione minima. Quei 395,56 euro al mese che il capitale concede a mo’ di carità a chi, compiuti i 65 anni di età, non ha di che mantenersi. Probabilmente il governo farà retro marcia, ma il segnale è stato lanciato con molta chiarezza: a questi di lavoratori, poveri, precari, gente che vive al di sotto della soglia di povertà… non frega proprio niente. E di sicuro in molti, nel governo, hanno considerato che i 3,5 miliardi sottratti a questi pezzenti avrebbero potuto essere usati meglio, per esempio per riempire i loro portafogli.

Tra l’altro, le scuse ufficiali di questo infame provvedimento sono infamissime: si voleva colpire “solo†la parte più debole del proletariato, gli immigrati, i quali, anche nel caso in cui il provvedimento venga modificato (quello sulle pensioni sociali), saranno comunque esclusi.

Solidarietà alle lotte dei lavoratori Innse e delle cooperative della logistica del varesotto

Assemblea di operai argentini
Assemblea di operai argentini

Vogliamo dare evidenza nell’ambito delle nostre forze a due episodi di lotta di classe che avvengono nel cuore industriale del capitalismo italiano e vedono impegnati i lavoratori delle cooperative [1] della logistica — Dhl e Tnt — del varesotto (Corteolona, Origgio) e quelli della Innse Presse di Milano [2].

I primi sono impegnati in una dura vertenza che chiede il ritiro dei licenziamenti verso alcuni loro compagni che si erano esposti reclamando condizioni di lavoro e salario più dignitose; i secondi sono alle prese da quasi due mesi con l’occupazione e l’autogestione della loro fabbrica contro la chiusura ed il licenziamento relativo programmato da padron Genta.

A Corteolona (Va) vi sono migliaia di lavoratori di tutte le etnie suddivisi in svariate cooperative — 2 dei licenziati sono immigrati — assenza quasi totale di leggi e regole e sindacati confederali impotenti se non complici.

Syndicate content