Italiano, Workers' conditions and struggles | ibrp.org

Italiano, Workers' conditions and struggles

Battuta d'arresto per le mobilitazioni di Pomigliano

Ieri (23/4) assemblea al primo e secondo turno, la presenza complessiva è stata inferiore alle 1000 unità. I sindacati non hanno affisso in fabbrica nemmeno i comunicati, al fine boicottare questa assemblea. All’assemblea hanno fatto di tutto per dividere ulteriormente gli operai.

  1. Continuano a sostenere che gli operai hanno paura di lottare, gli unici a lottare sarebbero i delegati ed i sindacalisti etc.
  2. Non propongono nessuna iniziativa pratica di mobilitazione (sempre con la scusa che gli operai non vogliono perdere salario etc.).
  3. Tutti i sindacati — di base e non — sono allineati con questa posizione.

Lo Slai Cobas boicotta le iniziative di lotta portando avanti la vertenza legale e basta. Rdb, Flmu, Cub continuano a prendere tempo. Tutti questi sindacati, da quando è iniziata la lotta, non hanno proclamato nemmeno un’ora di sciopero. Questo è il dato reale e concreto, l’unico.

Gli operai scioperano, la polizia carica

Giovedì 10 aprile gli operai della FIAT di Pomigliano hanno bloccato la fabbrica contro la decisione dell’azienda di esternalizzare 316 operai al polo logistico di Nola.

L’esternalizzazione è letta, unanimemente, come l’anticamera del licenziamento.

Da lunedì 14 si è passati al blocco delle merci in entrata ed uscita, la fabbrica è in ginocchio.

Martedì 15 la dirigenza ha fatto sgomberare i picchetti con le cariche della celere.

Mercoledì 16 gli operai attendono l’esito del tavolo di contrattazione sotto l’unione industriali, accese discussioni tra operai, che si sentono venduti, e rappresentanze sindacali.

La celere carica ancora una volta. Un operaio all’ospedale.

I sindacati sono complici: dividono gli operai e ne ostacolano la lotta.

La crisi ha cancellato i margini di mediazione.

Solidarizzare con questi operai significa difendere i nostri interessi di proletari.

Fiat di Pomigliano - 10-16 aprile 2008 - Una prima ondata di lotta operaia

Possono arginare un onda, ma mai impedire alla marea di salire!

Cronaca di questi giorni: Atitech, Napoli, esuberi per 700 lavoratori; Electrolux, Firenze e Treviso, 800 tagli; Teksid, Carmagnola (indotto FIAT) 950 lavoratori a rischio; Bluterma 100 operai da mesi senza stipendio; Officine Franzi, Lugano, 112 posti a rischio; Granarolo, 350 licenziamenti…

La crisi globale del modo di produzione capitalista sta mostrando qual’è la classe che dovrà pagarne i costi.

Hanno tagliato prima la scala mobile, poi il sistema pensionistico, poi hanno reso flessibile il mercato del lavoro, poi tagliato il sistema sanitario, poi le tasse a carico delle imprese… Ma la crisi avanza inarrestabile.

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Lotta alla FIAT di Pomigliano - Ancora cariche contro gli operai

Testimonianza diretta — 16 aprile 2008

Ore 15, appuntamento sotto la unione degli industriali per l’incontro tra rappresentanze sindacali ed azienda per decidere il futuro dei 316 esternalizzati. La posizione dei lavoratori è univoca: i 316 devono rimanere a lavorare a Pomigliano. Rispetto all’incontro di oggi chiedono che possano salire, come ascoltatori, due o tre lavoratori demandati dall’assemblea.

La cosa sembra possibile.

Verso le 15.30 salgono le delegazioni. Quella degli operai non è stata accettata. Si cerca di fare un po’ di pressione ma non c’è nulla da fare. Il padronato FIAT non accetta di trattare con delegazioni che non siano quelle scelte da lui, ovvero quelle dei sindacati, nemmeno i sindacati di base sono accettati.

L’incontro si prolunga per più di tre ore. Ai molti operai assembrati sotto non è dato di salire, né di avere notizie.

Lotta alla FIAT di Pomigliano – Cariche della polizia

Una testimonianza diretta dai picchetti

Oggi è una giornata di svolta nella mobilitazione contro le 316 esternalizzazioni. Fin dalla mattina la situazione ai blocchi appare mutata rispetto ai giorni precedenti. Il blocco dei camion merci inizia a produrre i suoi effetti sull’azienda, la quale prende le contromisure.

All’una di notte arriva il via libera all’articolo 700 dalla prefettura. Le forze dell’ordine borghese hanno recepito la richiesta dell’azienda di sgomberare i blocchi. Lo sgombero può avvenire in qualsiasi momento, ora.

La Fiat ha bisogno di portare all’esterno i semilavorati necessari a servire le altre fabbriche: lo fa utilizzando 4 elicotteri che, dall’alba, portano fuori dallo stabilimento le merci. Segno che la fabbrica è stata colpita… ma anche che è pronta a reagire.

Alle 10 di mattina arrivano due camionette dei carabinieri, vedono il gran numero di operai presenti al picchetto al varco 1 e se ne vanno.

Solidarietà internazionalista agli operai di Pomigliano

Come compagni internazionalisti dell’Alcatel — Battipaglia, ci schieriamo affianco dei 316 lavoratori di Pomigliano, esternalizzati dall’azienda e di fatto esclusi dal ciclo produttivo. Inoltre, approviamo completamente la scelta di proseguire la lotta, occupando di fatto e bloccando la produzione.

I compagni internazionalisti di Battipaglia, inoltre si impegnano qualora sia necessario, a organizzare una colletta per sostenere i lavoratori in lotta, attraverso una cassa di resistenza.

Comunisti Internazionalisti — Battipaglia

I metalmeccanici internazionalisti di Bologna e il gruppo di fabbrica della Titan esprimono la loro solidarietà di classe verso i compagni di Pomigliano in lotta.

Solo la Lotta Paga, solo Uniti si Vince!

Gli operai internazionalisti di Mirafiori sono a fianco dei compagni di Pomigliano in questa dura lotta; li salutano a pugno chiuso ed auspicano di poter fare qualcosa di più concreto nell’immediato futuro.

Lotta alla FIAT di Pomigliano – Aggiornamento del 15 aprile 2008

A partire da giovedì 10 aprile alle ore 22 la FIAT di Pomigliano è bloccata.

TV, mass media e giornali non ne parlano, perchè la FIAT non vuole che se ne parli. Diffondiamo la notizia in tutti i modi, ad amici, siti, blog, liste: rompiamo il muro del silenzio! Aggiornamenti quotidiani su: http://www.internazionalisti.it

Un comitato operaio costituito indipendentemente dalle appartenenze sindacali ha organizzato la mobilitazione.

Fino a domenica i picchetti operai hanno permesso uno sciopero con adesione del 99%.

Da lunedì 14 aprile si è deciso di bloccare solamente i varchi merci, per fare sì che la fabbrica sia costretta a fermarsi.

La vertenza riguarda 316 operai, ritenuti “scomodi” dall’azienda, la quale ha deciso di esternazlizzarli al polo logistico di Nola, da tutti ritenuto l’anticamenra del licenziamento.

In gioco vi è però il futuro di tutti gli operai della fabbrica, i quali non hanno nessuna garanzia sul loro avvenire lavorativo.

Lotta alla FIAT di Pomigliano - Un piccolo contributo

Volantino distribuito ai picchetti

Siamo un piccolo gruppo di comunisti, molti di voi hanno, durante questi giorni, avuto modo di conoscerci e discutere con noi. Non siamo lavoratori della FIAT, ma siamo proletari ed è soprattutto per questo che ci siamo impegnati ad essere affianco a voi in questa lotta. Crediamo, infatti, che la solidarietà tra i proletari sia un’arma indispensabile per reagire agli attacchi che la borghesia (i padroni) sta portando avanti in questi anni, spingendoci progressivamente verso condizioni di lavoro e di vita che ormai iniziano a diventare insopportabili. Siamo comunisti, siamo proletari, questa lotta operaia la sentiamo anche nostra.

Detto questo, ci preme avanzare una serie di riflessioni sperando che queste nostre osservazioni possano costituire un piccolo contributo alla discussione e al buon proseguimento della vertenza.

FIAT di Pomigliano - Protagonismo proletario!

Volantino distribuito ai picchetti

Gli operai della FIAT di Pomigliano hanno dato vita ad un grande momento di lotta di classe. Le mobilitazioni contro l’esternalizzazione di 316 operai, in larga parte ritenuti “scomodi” dall’azienda, hanno portato al blocco totale dello stabilimento. Lo sciopero, che l’11 aprile ha paralizzato completamente l’impianto, è stato condotto unitariamente da tutti i lavoratori, indipendentemente dalle divisioni, sindacali.

Questo è stato il primo punto di forza: l’organizzazione dal basso della lotta — per mezzo delle assemblee — contro e oltre la logica sindacale.

Questi lavoratori hanno dato un grande esempio a tutta la classe proletaria.

La strada giusta è intrapresa. Cedere di un poco ora, significa capitolare completamente. Non cadiamo nelle trappole del sindacato, esternalizzare un solo lavoratore oggi, significa creare le condizioni affinché, domani, tutti i lavoratori FIAT possano essere licenziati.

Beceri ricatti per gli operai Electrolux

La situazione instabile degli operai Electrolux dello stabilimento di Scandicci (Firenze) ha inizio nel 2005, quando, dopo una sostanziale crescita della azienda svedese (in Italia con cinque stabilimenti) le esigenze di mercato della stessa sono cambiate. Durante quell’anno 170 lavoratori pagano con il posto di lavoro una ristrutturazione all’interno dello stabilimento fiorentino, conseguente ad una politica di delocalizzazione verso l’est, in Ungheria e in Russia, dove la forza lavoro e la produzione costano meno. Oggi, tre anni dopo, l’Electrolux se ne esce con l’annuncio di una possibile chiusura dello stabilimento di Scandicci, che farebbe perdere il posto di lavoro ai restanti 450 operai della fabbrica.

Sono false pretese quelle di Electrolux, che, tra lo sconcerto e la confusione, prima accusa gli operai di scarsa produttività, ma poco dopo deve ammettere la buona redditività.

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